Consulenze sospese per maternità

Ebbene sì, chiudo per maternità.
Siamo agli sgoccioli, non voglio fissare impegni e doverli posticipare perchè il/la pargolo/a decide di anticipare l’entrata (o meglio l’uscita) in scena.

Nei mesi di MARZO, APRILE E MAGGIO le revisioni del CV e le consulenze Insights Discovery saranno sospese.

Farò il possibile per pubblicare qualche post ma avrete pazienza se saranno un po’ radi.

(Soc)chiudo i battenti per un po’ e vi auguro buona continuazione! 🙂

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Vuoi crescere sul lavoro? Trova un buon mentore e…

Ieri è uscita una mia intervista sul blog di Valentina Crociani, ripercorre un po’ della mia storia professionale.
A rileggerla mi ha fatto uno strano effetto: ne è passata di acqua sotto i ponti!

Valentina mi ha chiesto di dare un consiglio a chi vorrebbe intraprendere la mia stessa professione di recruiter.
Vi copio la risposta:

“I preconcetti in questo lavoro non aiutano, neanche quelli veri! Le persone ti stupiranno sempre.
Inoltre, se incontri un buon mentore non mollarlo: io sono stata fortunata, ho trovato chi ha creduto in me e mi ha aiutata a crescere, dalla gavetta fino a qui. Il più bel regalo che ti può fare il mondo del lavoro è quello di farti incontrare qualcuno così. Quando lo si trova bisogna fidarsi e imparare quanto più possibile.”

LASCIATI STUPIRE E AVRAI BELLE SORPRESE

Il tema delle persone che ti stupiscono si spiega da solo (e l’esperienza poi ti insegna tutto quello che non riesci nemmeno a immaginare). E quindi no, nessun pregiudizio perché alla fin fine in questo mestiere è davvero importante riuscire ad accogliere, a capire, a cambiare opinione, a non farsi condizionare (troppo) dai pregiudizi e provare a mettersi nei panni altrui.
Che non significa non imparare dal passato e non avere dei paletti con cui interpretare il comportamento delle persone, in fondo siamo chiamati a fare un po’ anche questo, vuol dire però mantenere sempre un atteggiamento aperto e concedere il beneficio del dubbio.
E poi verificare!
Provare ad andare oltre a cosa faremmo noi, ragionare con la testa del candidato (entro i limiti del buon senso, ça va sans dire).
E no, non va sempre bene, ma quando succede ne vale la pena!

UN MENTORE È PER SEMPRE

Il tema del mentore mi sta ancora più a cuore: io sono fortunata, anzi di più!
Andrea Pozzan mi ha assunta come segretaria e mi ha fatta crescere con pazienza e fiducia.
Parecchio di entrambe.
Sono 15 anni esatti che ho fatto quel colloquio con lui.
Dovevo ancora laurearmi e non avevo idea di cosa si occupasse uno studio di ricerca e selezione del personale, lo ammetto.
Ricordo benissimo il tempo che dedicava a spiegarmi gli incarichi che seguiva, mi raccontava degli incontri in azienda, mi introduceva alle varie funzioni aziendali, mi illustrava i ruoli, i rapporti gerarchici, l’organizzazione delle società che seguiva, le dinamiche produttive, i processi decisionali, la valutazione di un CV e poi anche quella delle persone a colloquio.
Mi ha condiviso il suo mondo e per me è stato entrare in universo sconosciuto.
Io in fondo ero solo la segretaria e a quel tempo le mie ambizioni non erano votate al lavoro.
Lui mi ha trasmesso anche l’”amore” per questo lavoro, anzi, più in generale mi ha dimostrato il valore di impegnarsi con il desiderio di svolgere al meglio il proprio compito e di farlo per le persone (aziende e candidati), non solo per lo stipendio fine mese intendo.
Per me, figlia di uno statale per cui il lavoro era (ed è) un male necessario, è stata una vera rivelazione.
Mi ha anche rimproverata, mi ha ripresa, mi ha corretta, mi ha messa alla prova, mi ha forzata e mi ha permesso di volare da sola.
Ha rischiato insomma, alla grande.
Io l’ho seguito, l’ho osservato, l’ho ascoltato, mi sono fidata, non ho mai pensato che non avesse più niente da insegnarmi.
Neanche quando ho lasciato il suo studio per andare a lavorare in azienda.
Nemmeno adesso che lavoriamo di nuovo insieme e io sono una libera professionista con 15 anni di esperienza alle spalle.

La mia fortuna più grande è stata incontrarlo.
Il mio merito più grande invece capire che avevo davanti una persona in grado di insegnarmi tanto.

In questo lavoro, che non c’è nessun master in grado di formarti davvero alla pratica, trovare chi ti permette di fare un buon apprendistato è fondamentale.
Pena fare tanta, tanta fatica (e tantissimi stage!).
In questo e in tanti altri lavori: se trovi un buon mentore non fartelo scappare e impara più che puoi. Più dei libri le persone fanno la differenza nel percorso professionale di ciascuno.

E ricorda che un mentore è una cosa diversa da un leader: è fondamentale questa differenza!

L’APPRENDISTATO NON FINISCE MAI

Io non sarò mai un mentore.
Non ne ho le qualità personali, pazienza ed empatia le esaurisce mio figlio e ho una inclinazione naturale al lavoro in autonomia.
Lo so e non mi sforzo di essere diversa da quella che sono anche se mi impegno per diventare sempre più collaborativa.

Però ho imparato a imparare.
Ho imparato a scovare gli insegnamenti ovunque.
So di essere brava nel mio lavoro e di aver raggiunto una certa seniority, ma una parte di me si considera in continuo apprendistato.
Non solo quando affronto progetti nuovi come ora che collaboro con Annamaria Anelli e ho trovato in lei un’altra splendida insegnante di professionalità, ma anche quando svolgo il mio lavoro quotidiano e mi confronto con Sofia, che è contrattualmente un’apprendista o seguo un incarico a quattro mani con Cristina, o domando un consiglio ad Alice. Quando vado in azienda e incontro manager e imprenditori, quando parlo con le persone a colloquio…
Facendo attenzione si scoprono insegnamenti sparsi qua e là sul nostro cammino come le briciole di Polliccino.
A volte non li vediamo perchè cerchiamo l’ufficialità, rincorriamo l’attestato, il titolo, il master… che va benissimo, ci mancherebbe. Formarsi è ESSENZIALE.
Pensare di formarsi solo in alcune fasi della propria vita e solo attraverso alcuni specifici canali è un errore.
Come lo è pensare che basti la seniority a renderci dei buoni formatori, tutor o mentori.

L’apprendistato non finisce mai.
Servono:
1- la fortuna di incontrare (e riconoscere) persone competenti e diverse da noi,
2- la disponibilità a cambiare punto di vista,
3- il coraggio di uscire dall’area di confort,
4- nessuna vergogna di sbagliare o chiedere

La mail che accompagna il CV: mini-guida alla scrittura efficace

Differenziati e incuriosiscimi!

Questo è quello che ti invito a fare quando decidi di scrivere a me e a qualsiasi altra persona, recuirter o manager, a cui invii il tuo Curriculum.
Hai a disposizione più possibilità per attirare la mia attenzione ancora prima che con i contenuti specifici del CV, su cui, lo sappiamo bene, si può giocare solo fino a un certo punto.

Puoi usare:

  1. l’oggetto della mail
  2. il messaggio dentro la mail
  3. la tua presentazione, in forma di lettera a parte o di sintesi che si inserisce tra i dati anagrafici e tutto il resto (io consiglio questa seconda scelta quando si invia il CV in Italia)
  4. la forma grafica del CV
  5. la forma fisica del CV (questo non è per tutti ma c’è comunque buon margine di fantasia)

IL MESSAGGIO DELLA MAIL: A COSA SERVE?

Ora, senza voler andare in cerca di cose difficili e poco maneggevoli come i programmi di grafica, concentriamoci sul punto 2 “il (benedetto) messaggio della mail”.
Che ci mettiamo nella mail che accompagna il Curriculum?
Intanto chiariamo bene una cosa: quello che scrivo nella mail non è il riassunto del CV!
È un messaggio che ha l’obiettivo di trasmettermi e spiegarmi le motivazioni che ti spingono a candidarti a una certa selezione e le competenze (hard e soft) distintive che puoi mettere in campo.
In caso di candidatura spontanea (ovvero non specifica su una ricerca di personale), lo scopo di questo messaggio è convincermi che potrebbe valere comunque la pena di incontrarti.
A ogni modo, il messaggio avrà fatto bene il suo dovere se io:

  • aprirò e leggerò con curiosità il tuo CV dall’inizio alla fine
  • mi ricorderò di te “a lungo” anche senza averti conosciuto/a di persona
  • mi verrà voglia di conoscerti a prescindere dal fatto che ci sia una selezione su cui confrontarci

IL MESSAGGIO DELLA MAIL: COSA e COME NON SCRIVERE!

Sarò brutale, nel corpo della mail:

  • non scrivere un bignami (che poi non è mai un bignami) delle tue esperienze professionali. Quelle le leggerò sul CV se sarai così bravo/a da farmi venir voglia di leggerlo.
  • non lamentarti del mercato del lavoro e delle continue ingiustizie a cui sei incappato/a
  • non creare un muro di parole che scoraggia la lettura anche della persona più tollerante e accogliente, (usa bene lo spazio, non dilungarti, crea dei paragrafi).
  • non lasciarlo in bianco (sì, c’è chi lo fa)
  • non liquidarmi con un banale e impersonale In allegato Le invio il mio CV per la posizione in oggetto
  • non tentare di metterti al mio posto. Eccoti un esempio di vita vera:
    Buongiorno, le scrivo per candidarmi alla posizione di Responsabile XYZ che ho trovato sul vostro sito.
    Quando ho letto l’inserzione mi sono trovato descritto, sembrava si parlasse proprio di me e ho quindi capito di essere la persona giusta per questa selezione. Le mie esperienze (segue logorroica esposizione delle esperienze professionali) mi rendono il candidato ideale a questo ruolo. Attendo una convocazione per un colloquio. Cordiali saluti.
  • non dirmi cose ovvie e inutili. Un altro esempio dall’archivio:
    Gentilissima dott.ssa Zantedeschi, desidero con la presente sottoporre alla Sua attenzione il mio curriculum vitae. Ho maturato esperienze di lavoro in team e capacità di lavorare per obiettivi nell’ambito di aziende importanti e strutturate nelle quali ho avuto modo di esprimermi e farmi apprezzare in particolare per doti di comunicazione, riservatezza, discrezione, sensibilità, organizzazione, cura dei particolari e versatilità. Alla ricerca di nuovi stimoli e mossa dal desiderio di rimettermi in gioco in ambito professionale, sarei molto lieta poter avere un colloquio conoscitivo con Lei. 

Rileggi ancora una volta il messaggio qui sopra e dimmi cosa fa questa persona di lavoro.
Esatto, hai centrato il problema: non si capisce!
A parte lo stile di scrittura un pelino arcaico e formale, quello che manca è la sostanza.
C’è un potpurri di cose belle e buone ma senza un contesto di riferimento.

PER DIFFERENZIARSI BASTA UNO E UN SOLO MOTIVO, TROVALO e poi scrivilo bene!
(e adesso ti spiego come)

Il messaggio della mail è un messaggio promozionale, deve portarmi a fare qualcosa (call to action) ad es. aprire il CV (e sì, io li apro tutti in ogni caso ma a volte il messaggio della mail è un grandissimo deterrente) o deve attivare una serie di pregiudizi positivi secondo i quali io aprirò il tuo CV già un po’ convinta che tu sia una persona da incontrare!

Come si fa?
Con parole chiare e dirette, pochi giri di parole, pochi virtuosismi letterali e un corretto uso del grassetto e della formattazione.
Queste parole nascono dalle risposte ad alcune semplici domande:

  • perchè mi candido a questa posizione?
  • cosa potrebbe differenziarmi da altri/e candidati/e?
  • cosa voglio che venga letto del mio CV? (1 sola cosa, la più importante)
  • perchè questa persona dovrebbe incontrarmi?
  • che valore aggiunto posso portare in un nuovo contesto lavorativo?
  • perchè voglio lavorare per questa azienda? (nel caso si scriva direttamente a un’azienda)

Rispondi per iscritto a tutte queste domande e poi rileggile.
Seleziona poi quella che secondo te (o secondo qualcuno di cui ti fidi) ha il messaggio più forte, più diverso, più accattivante, più convincente e, sulla base di quella risposta, elabora un buon testo della mail ricordandoti che non deve superare le 10-12 righe e che deve dire cosa fai nella vita.

AD ESEMPIO… (lo faccio io per mostrarti come potrebbe essere)

perchè mi candido a questa posizione?
Lavorare nel controllo di gestione è il mio obiettivo, mi sono appassionata di questa materia alla specialistica di Economia Aziendale: è stato un colpo di fulmine che ha portato chiarezza in ogni mia successiva scelta lavorativa e formativa.
Mi candido perchè intravedo in questa opportunità il modo di fare un bel passo avanti nel mio percorso lavorativo e nell’acquisizione di nuove competenze manageriali in un contesto internazionale (finalmente).
È il mio treno e non voglio perderlo, o quantomeno vorrei potermi mettere in corsa per prenderlo. 😉
È per questo che spero in un colloquio conoscitivo, poi starà a me giocarmi tutto.

cosa potrebbe differenziarmi da altri/e candidati/e?
Non è certo la laurea in ingegneria meccatronica a rendermi il candidato ideale lo so, forse nemmeno la conoscenza approfondita dei più importanti CAD 3D (Solidworks, SolidEdge, Inventor e ProE), potrebbe giocare a mio favore l’aver progettato in completa autonomia macchine automatiche nel settore del packaging e una precedente esperienza come project manager all’interno di un’azienda del settore automotive (uno tra i più esigenti in circolazione).
Ma se anche questo non dovesse bastare credo di potermi giocare un B2 in tedesco, la conoscenza delle principali normative ISO/TS e una riconosciuta capacità di affrontare i problemi con lucidità e pragmatismo. Per tutto il resto rimando a un colloquio conoscitivo!

cosa voglio che venga letto del mio CV? (1 sola cosa, la più importante)
Buongiorno, sul mio CV troverà citate e ben descritte le mie esperienze professionali.
Le anticipo solo che ho lavorato per 7 anni nel settore della gioielleria (lo stesso settore in cui opera l’azienda citata nell’inserzione): conosco quindi tutte le logiche specifiche dell’acquisto di materiali, servizi e lavorazioni di questo mondo specifico e so bene quali sono le principali problematiche (di qualità, tempi e costi) che lo caratterizzano.
Conosco la problematica del “calo di lavorazione”, so verificare i dati del sistema e so quanto sia importante lavorare a stretto contatto con la programmazione produzione.

Tutto il resto è ben descritto nel CV quindi non mi dilungo ma spero di raccontarle a voce anche i motivi che mi spingono a voler cambiare lavoro.

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PS: talvolta la cosa che andrebbe messa in bella vista sul corpo della mail potrebbe essere l’iscrizione alle liste di mobilità o eventuali incentivi all’assunzione, l’iscrizione alle categorie protette, un trasferimento già previsto nella zona dove ha sede l’azienda (se si abita distanti) o la possibilità di domicilio in loco ecc…

perchè questa persona dovrebbe incontrarmi?
Le scrivo perchè sto cercando un nuovo lavoro! Banale ma vero. Le anticipo anche che ho controllato il sito e non ho trovato nessuna ricerca attiva che possa rispondere ai miei requisiti e/o ambizioni quindi so bene che non c’è motivo apparente perchè lei debba incontrarmi. Ma io sono fiduciosa e so di essere una buona potenziale candidata.
So che prima o poi qualcosa si muoverà anche per me e io voglio essere pronta, un breve colloquio con lei potrebbe aiutarmi, se ne ha il tempo e la possibilità.
In caso contrario sappia che controllerò regolarmente il vostro portale e mi segnalerò non appena troverò un’inserzione interessante. Quindi al limite l’appuntamento è solo rimandato. 🙂
Glie l’ho detto, sono una persona fiduciosa, e anche determinata!

che valore aggiunto posso portare in un nuovo contesto lavorativo?
La mia esperienza professionale come enologo è breve ma imparare non è mai stato un problema. So che la differenza la fanno le persone, non le conoscenze che oggi sono una merce alla portata di molti.
Quindi metto in gioco la mia determinazione, la mia capacità di lavorare in team (lo testimonia la lunga militanza all’interno dell’associazione Clownterapia Vicenza), la mia formazione specifica in enologia e viticoltura e la passione per questo settore, una passione mista a umiltà perchè ribadisco, ho molto da imparare, ma nessuno dovrà insegnarmi ad amare il mio lavoro.

perchè voglio lavorare per questa azienda?
Buongiorno, le scrivo per candidarmi alla posizione di Assistente Commerciale Export.
Esperienze e competenze sono ben descritte sul CV, faccio questo lavoro da 7 anni.
Quello che invece voglio sottolineare qui è la mia motivazione a lavorare per PINCOPALLO SPA. Vi conosco come un’azienda ricca di valori e di attenzioni per le persone.
Mi sono informata, vi seguo sui canali social e sui media e da tempo aspetto l’opportunità giusta per candidarmi a lavorare con voi.
Operare nel mondo della moda sarebbe già un traguardo importante ma collaborare con voi significa concretizzare un obiettivo che coltivo da anni.

Spero che gli esempi ti siano stati utili.
L’ultimo consiglio che ti dò è cambia: non continuare a scrivere la stessa cosa se vedi che non ottieni risposte. Prova e riprova usando frasi diverse, provando a modificare il tono o la motivazione. Sperimenta e misura i risultati.

(Foto di Neven Krcmarek)

Tira fuori la testa dal tu lavoro per fare meglio il tuo lavoro

: Ora ti spiego perché partecipo a eventi che nulla hanno a che fare con il mio lavoro e perché ritengo che sia una cosa decisamente intelligente ma soprattutto strategica per il mio lavoro.
E potrebbe esserlo anche per il tuo!

Questa è la big picture del post (grazie Annamaria, grazie!), a cui aggiungo che in questo post mi rivolgo un po’ più ai freelance e ai liberi professionisti, ma sono convinta che possa essere una lettura utile anche per manager e imprenditori.

Sabato ho partecipato al FreelanceDay2016. Ho partecipato e ho anche fatto da relatrice.

Il giorno prima ero a un convegno di psicologi, lì ho solo ascoltato. A settembre ero al Freelacecamp, vi partecipo dalla prima edizione. A maggio ho partecipato a un corso di Grafica per non grafici, lo scorso inverno invece due corsi sulla scrittura e uno di blogging tra poche settimane. E poi ci sono gli articoli che scrivo sul blog, i post sui social e la collaborazione (volontaria) con C+B.

Io lo so, qualcuno mi guarda e pensa “lei in fondo fa tutto questo per divertirsi, perché è una “gialla” piuttosto egocentrica!” (quella dei colori te la spiego sul blog).

Certo che mi diverto, è spesso piacevole, incontro persone, rivedo amici, mi faccio nuovi amici, come si suol dire: allargo il network. E mangio sempre cose buone!

Ma mi sbatto pure, costruisco gli interventi, rubo tempo fatturabile e diversi dopo-cena per prepararmi, investo i miei weekend, pago per i corsi, rinuncio a stare con la mia famiglia, mi prendo regolarmente il raffreddore in treno, evito corsi ed altri eventi nel mondo food (una delle mie passioni da sempre) e via dicendo…

Perché? Per lavoro! PER MIGLIORARE IL MIO LAVORO (con la piacevole conseguenza che ne guadagna anche la mia vita personale!)

E perché non ti fai un bel master in Risorse Umane o un corso specialistico in Recruiting?

Te lo spiego subito: ho 38 anni, mi occupo di ricerca, selezione e formazione del personale da ormai 15. Questo non mi rende la massima esperta in materia ma non sono più una ragazzina che deve apprendere un mestiere, credo sia arrivato il momento di allargare più che approfondire. Anche perchè, il futuro di chi si mette in proprio si costruisce giorno dopo giorno in assenza di certezze se non quella che non puoi mai mollare, che non puoi mai dare niente per scontato (es. “saperne di comunicazione non mi servirà mai perchè io intervisto persone!” BALLE!!).

Sono anche convinta che in questo momento storico per lavorare bene servono 3 cose:

  • ottime competenze specialistiche, perché è questo che chiede il mercato: chi paga vuole ottenere il meglio, e non è stracciando i prezzi che ci si rende più credibili professionalmente, questo mi pare chiaro e lo diamo per assodato;
  • adeguate competenze trasversali: se non sai comunicare, negoziare, stendere un contratto, promuovere la tua attività, reclutare collaboratori, lavorare insieme agli altri, scrivere in modo efficace, ecc… alla lunga avrai qualche difficoltà. O più semplicemente, potresti trovarti impreparato di fronte a eventuali difficoltà così come davanti a nuove opportunità (e non so quale delle due sia peggio!). Ma forse la cosa peggiore è che le difficoltà arrivano, anche se non fai niente per cercarle, mentre le opportunità no, quelle aspettano buone buone che le si vada a cercare, sono furbe loro! 😉
  • la capacità di farsi contaminare e di mettersi sempre in discussione: ragionare out of the box, uscire dal guscio anche quando pensi che il tuo sia un ottimo guscio, e provare a confrontarsi con mondi che non ti appartengono, che non hanno niente a che fare con il tuo lavoro e che, proprio per questo, sono in grado di arricchirlo. Io non posso cambiare gli occhi con cui guardo il mio lavoro da 15 anni e rischio di non vederne i limiti ma nemmeno le possibilità di evoluzione: è più facile (ed è più piacevole) che lo facciano occhi diversi dai miei.

E quindi ecco perché io partecipo a eventi e corsi che APPARENTEMENTE non c’entrano niente con il mio lavoro:

  • perché imparo cose che mi permettono di lavorare meglio come recruiter, come consulente e come libera professionista e che mi aiutano nello sviluppo del progetto professionale a cui collaboro, Competenze in Rete
  • perché a volte torno a casa con soluzioni insperate e inaspettate a problemi su cui mi arrovellavo da tempo
  • perché sviluppo il mio network, conosco professionisti in gamba e trovo potenziali collaboratori per nuovi progetti di lavoro
  • perché costruisco e arricchisco la mia reputazione professionale, che come dice Enrica Crivello: è un’attività importante, faticosa e non delegabile!
  • perché curo e allargo la mia rete di amicizie, AMICI veri, mica conoscenti, e se non è un guadagno questo non so come altro chiamarlo
  • perché non voglio continuare a fare colloqui di selezione per i prossimi 30 anni, non solo quelli quantomeno! ma non succederà mai niente di diverso se continuerò ogni giorno lavorativo a tenere la testa bassa sulle ricerche e ad andar per monti nei weekend.
  • e anche perché voglio essere un po’ felice ogni giorno, non solo alla fine. Gustarmi il viaggio e arricchirlo di situazioni piacevoli.