Una regola (semplice) per migliorare qualsiasi CV

Chiunque può migliorare il proprio CV senza una consulenza a pagamento, è piuttosto semplice e adesso vi spiego come si fa.

Partiamo da due semplici principi.

Principio n. 1:
Il Curriculum è scritto (o meglio andrebbe scritto) per chi lo legge: deve parlare di voi ma non è destinato a voi (o al vostro ego).

È con questo semplice criterio che chiunque può prendere il proprio CV e migliorarlo.
Migliore non significa con i lustrini, traboccante di grafica, su supporto edibile, drammaticamente originale, e chi più ne ha più ne metta.
Migliore significa efficace.
Capace cioè di raggiungere gli obiettivi per cui nasce.

Principio n. 2
Il CV serve a farvi ottenere un colloquio.

Non ha l’obiettivo di farvi trovare lavoro, non deve dire tutto di voi, non serve a convincere che siete senza dubbio la persona giusta.
Il CV serve a creare curiosità e interesse.
Deve fornire una prima buona impressione, professionale e personale di voi e deve far venire voglia a chi lo legge di conoscervi.
Il CV sta a voi come il trailer sta al film.
Non può essere esaustivo, non può spoilerare il finale, ma deve convincere il pubblico (anzi un segmento ben preciso di pubblico) ad andare al cinema.

Quindi il CV va pensato (e ripensato più o meno ogni volta che lo inviate) in funzione di chi lo leggerà. Per far colpo su di lui/lei.

Dovrà adattarsi nella forma, nel contenuto e nel linguaggio al destinatario.
Domandatevi sempre, prima di inviare il vostro CV, a chi lo state mandando: è un addetto ai lavori (nel senso che conosce il vostro mestiere nei suoi aspetti più tecnici) o è una società di recruiters? è il responsabile del personale o il responsabile di funzione con cui dovrete eventualmente collaborare? o magari si tratta del/la titolare dell’azienda…?

È probabile che nessuno vi dia questa informazione con assoluta precisione ma spesso basta riflettere, leggere bene l’inserzione, consultare il sito dell’azienda, raccogliere informazioni su linkedin… se si ragiona (e si indaga un po’) si sbaglia di poco.
E con questo dato è possibile adattare il CV, renderlo più discorsivo, tecnico, esplicativo o sintetico a seconda del caso.
Non sto parlando solo di personalizzare l’intestazione (che sarebbe già un bel passo avanti per i molti che ancora inviano il CV indiscriminatamente a tutti gli head hunters della provincia in ccn o chi inoltra paro paro la mail usata per XXX spa a YYY srl), ma non siete voi che state leggendo, lo so bene che non fareste mai e poi mai un errore così banale 😉
No, parlo di fare un po’ di fatica vera e di contestualizzare ogni volta la vostra candidatura modificando il CV (o predisponendone a monte versioni differenti) e personalizzando il messaggio mail.

Usando il linguaggio di chi vi leggerà, rispondendo ai suoi possibili dubbi, sottolineando quello che potrebbe apparirgli più utile e interessante, evidenziando gli aspetti peculiari che rendono la vostra una candidatura idonea, anzi desiderata e diversa dalle altre.

Questo aumenta l’efficacia del vostro CV molto più che kg e kg di grafica.
Le parole, l’attenzione, la capacità di fornire un servizio e un valore aggiunto, in questo caso aiutare chi legge a capire chi siete e cosa fate per fargli fare meno fatica possibile, vi aiuterà a ottenere un colloquio.
Una volta a colloquio, ve la dovrete giocare davvero, e ognuno di voi è ben più del suo CV (si spera).

Quindi a chi mi chiede come migliorare il proprio CV io rispondo così: mettiti dalla parte di chi legge e sii onesto nel rispondere alla domanda “quello che leggo mi è utile, mi convince e mi fa venir voglia di conoscere chi l’ha scritto?”

Partite da lì e avrete già un bel da fare per migliorare il vostro CV.

Se poi volete fare le cose davvero per bene:

  • ricordatevi di personalizzare anche la mail di presentazione, che è il trailer del trailer,
  • inviate il CV in pdf, non in word,
  • leggetelo più e più volte per togliere gli errori di grammatica,
  • ricordatevi che la punteggiatura non è un optional,
  • evitate i muri di parole,
  • togliete tutte le informazioni superflue.

E ricordatevi che un CV non è perfetto quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere! (a seconda però di chi lo dovrà leggere).

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