FREELANCECAMP 2016, QUELLO CHE NON VI SIETE NECESSARIAMENTE PERSI

In questo post troverete contenuti multimediali ad alto impatto emotivo e professionale, io ve lo dico subito così decidete subito se proseguire l’avventura o andare a prendere l’aperitivo.

Lo scorso weekend ho partecipato come ogni anno ai tre giorni del Freelancecamp, se non sapete cos’è guardate qui.
Questo post non vuole convincervi a partecipare, non ce n’è bisogno, facciamo il tutto esaurito a ogni edizione, se però se vi interessa conoscere la data del 2017 sbirciate di qua.

Oggi qui voglio farvi un regalo, perchè dal freelancecamp si torna sempre un po’ più buoni e perchè c’è speranza anche per chi non c’è stato.
Ma prima concedetemi due brevi riflessioni (sintetiche, lo giuro).
Qualcuno mi ha fatto una domanda prima che io partissi, il concetto era più o meno questo:

perchè ti interessa questo evento così distante dal tuo mondo lavorativo? un evento al quale partecipi fin dalla prima edizione ha ancora qualcosa da dirti o ci vai per bere mojito in spiaggia insieme a bella gente?

Allora, andiamo con ordine: al mojito e alla belle gente non si dice mai di no. E questo vorrei che fosse messo per iscritto anche se il mojito a me non piace.
Professionalmente invece io mi porto sempre a casa qualcosa di valore per il mio lavoro, sia per i contenuti che caratterizzano l’evento, sia per le relazioni che instauro.
Ma la cosa davvero preziosa che mi offre questo camp dove lo ammetto, in tanti si occupano di digital-qualcosa, è la possibilità di “uscire dal tubo”, di toccare un altro pezzo di mondo professionale, di farmi stupire da chi si organizza in modo diverso dal mio, di scoprire professionalità nuove (e pure qualche app interessante) e di respirare altro.
Di andare oltre.
OLTRE, questa è la parola: siamo così abituati a ciò che conosciamo e che viviamo che abbiamo smesso di esplorare.
Al freelanccamp io esploro e mi lascio coinvolgere da linguaggi e modalità nuove, che di aziendale hanno poco ma che brillano e si distinguono per il livello di professionalità.
Uscire dal tubo è un consiglio che mi sento di dare a tutti: utili i convegni e la formazione di settore, ma resterete stupiti da quanto potrete apprendere guardando oltre.

E sì, lo confesso, sono presente fin dalla prima edizione, quella del 2012.
Ma mi stupisco ancora.
Quest’anno a stupirmi è stato il vedere che i freelance stanno crescendo.
Stanno diventando grandi.
Non in termini di capacità tecniche o di atteggiamento professionale, ma nel modo in cui guardano al proprio futuro lavorativo, ai nuovi orizzonti che si stanno ponendo.
Finalmente, per la prima volta dal 2012, quest’anno è emerso forte il desiderio di creare un ponte professionale tra freelance e aziende.
Non ci si accontenta più di lavorare per il negozio dell’amico, per la start-up del cugino, per l’albergo del paese… oggi i freelance guardano (anche) alle aziende, pure a quelle grandi e strutturate, sapendo di avere qualcosa di utile da mettere in campo.
E non mancano le organizzazioni che iniziano a considerare i freelance una risorsa preziosa e strategica.
Quindi sì, questo evento mi stupisce ancora, mi appassiona e mi insegna tanto.

Ora, siccome spero di aver creato un po’ di curiosità, ho selezionato alcuni speech che secondo me dovreste guardare, che siate o meno freelance.

Le mail le scriviamo tutti vero? Annamaria Anelli (la mia, e non solo mia, guru di scrittura professionale) ci spiega quali sono le parole che non dovremmo mai usare e come correggere quelle formule che indispongono chi ci legge.

Nic Bonora va guardato sulla fiducia per la simpatia e poi perchè ci parla di un tema caro a molti: il fallimento. Qualsiasi lavoro facciamo l’argomento è condivisibile, ma raccontato così non l’avete mai sentito.

Se vuoi lavorare con l’azienda lavori con le regole dell’azienda caro freelance, Francesco Fullone da buon imprenditore ha portato il punto di vista dell’altra parte della barricata. Oro colato.

Francesca Manicardi invece è una traduttrice e insegnante di lingua, splendida a dare indicazioni di fonetica e di pronuncia inglese, ha appassionato anche me che con l’inglese ci litigo parecchio.

Osvaldo Danzi, è un grande professionista del recruiting e della formazione, a fare la presuntuosa direi che è un collega. E il suo intervento è stato tra quelli che ho apprezzato di più, così come mi ha fatto tanto piacere conoscerlo (adesso devo solo convincerlo a dire curricula).

Il project management (o quantomeno alcuni strumenti del PM) spiegato in semplice da Nadia Panato ha conquistato tutti, perchè a volte basta solo un po’ di metodo, non serve scaricare mille app per tenere sotto controllo quello che si fa. E misurare, mi raccomando!

E infine, state valutando di diventare freelance? non perdetevi l’intervento di Elisa Marras di ACTA in Rete, ha spiegato il nuovo regime agevolato, e vi assicuro che dipana non pochi dubbi.

Questa è solo una piccola selezione del tanto che ho ascoltato. Tutte le foto ufficiali le trovate su flickr.
Se vi interessa nel mio blog personale trovate invece quelli che io reputo gli interventi utili a prescindere, quelli che apprezzano anche le persone che non fanno un lavoro retribuito, li trovate qui.

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