La festa del sasso: cioè un’organizzazione fondata sulle predisposizioni

Che bello sarebbe se al lavoro ciascuno di noi fosse chiamato a usare le proprie predisposizioni. Non parlo solo di capacità tecniche ma di inclinazioni, di comportamenti preferiti, in modo spontaneo, secondo il proprio stile personale.


Per lavoro seguo oltre ai progetti di ricerca e selezione, anche attività di assessment (analisi), il cui obiettivo è quello di capire come e se funzionano le persone tra loro e rispetto al ruolo che ricoprono all’interno dell’azienda: se riescono, all’interno dei compiti loro affidati, a esprimere le loro inclinazioni, a mettere a frutto predisposizioni e attitudini secondo un incastro che valorizza competenze hard e attitudini personali. E come si relazionano con gli altri.
Le sorprese non mancano mai e nemmeno le soddisfazioni, quando riusciamo, con l’aiuto spesso di Insights Discovery, a modificare le situazioni critiche con grande soddisfazione di chi ci ha commissionato l’incarico ma soprattutto dei collaboratori che ne hanno preso parte.

La festa del Sasso si svolge da 13 anni durante la Sagra di Lumignano (ridente località del basso vicentino, sede di una delle più belle e importanti falesie di arrampicata d’Italia).
La festa del Sasso nasce in seno a un gruppo di amanti della montagna e dell’arrampicata per far divertire i bambini.

C’è un sasso, piuttosto imponente, ci sono imbraghi e caschetti per bimbi dai 3 ai 70 anni, c’è la spina della birra e un’affettatrice a servizio dei panini, ci sono le caramelle per i giovani arrampicatori che salgono le vie allestite sul Sasso, ci sono l’altalena e la teleferica, c’è la sabbia per i piccolini, c’è il sole (lo prenotiamo ogni anno!).
E ci siamo noi. Quelli del Sasso. Un gruppo di amici e volontari che organizzano e si auto-organizzano.
Quest’anno è stato un vero successo: sole, divertimento, frotte di bimbi e di genitori (e tra i due i primi vincono sempre 5 a 1 per simpatia e collaborazione), un coordinamento impeccabile nell’amatorialità di 25 persone circa che non si risparmiano.IL SASSO

Ci osservavo.
Siamo tutti molto diversi. E insieme funzioniamo. Ma funzioniamo davvero bene!
Secondo un misterioso ecosistema che si rinnova di anno in anno. È un incastro, un po’ pianificato ma anche molto spontaneo che si fonda sul riconoscimento e sull’accoglienza delle predisposizioni di ciascuno. Con rispetto e libertà.

Per un momento ci ho pensati come una piccola azienda, una temporary business per così dire, anche se di business non abbiamo niente.

Ho osservato i ruoli di ciascuno, siamo intercambiabili ma l’indole porta ciascuno al proprio posto:

  • Silvia è una logistica e un’ottima coordinatrice. Lei gioca perché tutto funzioni al meglio preparando il terreno, gestendo l’organizzazione pre-festa (autorizzazioni, assicurazioni, tabelle di marcia, ecc…). Tanta pazienza e meticolosità nella cura dei dettagli. Durante la festa non si ferma in nessuna postazione, è a servizio di tutti perché tutto funzioni nel migliore dei modi: il problem solving è la sua arte. In un gruppo vi assicuro, è essenziale avere una Silvia, basta solo non abusarne.
  • Mary e Lidia sono alla spina della birra: c’è chi preferisce avere un banco tra sé e gli altri e forzare queste persone su un compito diverso sarebbe controproducente. Non si tratta solo di non conoscere le manovre per far arrampicare i bambini, è una scelta di ruolo e di posizionamento. Chi vuole una birra sa che sarà accompagnata sempre da grande cortesia e da un paio di sorrisi niente male e il gruppo è sereno che la cassa è ben presidiata e che i conti torneranno perfettamente a fine giornata. Riconoscerere e valorizzare l’istanza introversa delle persone non è cosa scontata, ma porta i suoi frutti.
  • Barbara e Isa motivano il gruppo e si occupano di PR (che servono sempre). Loro fanno seguono di tutto durante questi due giorni: dall’attività sui social a quella sull’affettatrice, lavorano per la festa ma soprattutto per il benessere del gruppo. C’è un fattore importante in tutti i team che funzionano bene: è dato da chi riesce a tener sempre alto il morale di tutti. La Barbara e la Isa insomma.
  • Io, Ste, Fra, Fiocca, Michele, Fabio, Marika e qualcun altro siamo il multitasking. Ci alterniamo senza sosta: imbraghiamo i provetti scalatori, facciamo sicura (cioè manovriamo le corde per farli arrampicare), spingiamo l’altalena, prepariamo i tavoloni quando dobbiamo mangiare. Anche nelle organizzazioni sono utili quelle risorse che mettono in campo grande energia, dinamismo e apertura al cambiamento. Non bisogna aspettarsi la cura del dettaglio, la costanza su attività ripetitive, la precisione a ogni costo, no, ma far leva sulla flessibilità e sull’entusiasmo.
  • Marco e Marta sono quelli pazienti: riescono a presidiare le fila di bambini e sanno gestire i genitori (perchè tutto sommato i pargoli sono molto meno esigenti degli adulti), si assicurano di recuperare il materiale da chi ha fatto il proprio giro per permettere a tutti di divertirsi. Sono gentili ma anche molto rigorosi: sono all’inizio della catena del divertimento e mettono le basi perché tutto fili liscio. Sono di quelle persone che, se pur flessibili, quando trovano il loro compito lo presidiano con attenzione e cura dall’inizio alla fine. Li motiva cogliere l’utilità del proprio contributo.
  • A Matteo e Luca piace gestire la carrucola, è l’attrazione più “tecnologica”, c’è dell’ingegneria da presidiare. Peraltro la postazione è leggermente decentrata rispetto alla folla, a loro piace così e ai bambini piacciono loro, che li fanno volare. Precisi, responsabili, attenti alla qualità: standard elevati e cura dei dettagli. Una buona squadra non può mancare di questa istanza per essere equilibrata.
  • Enrico e (l’altro) Matteo danno man forte a chi fa sicura accorrendo in aiuto ai bambini che per qualsiasi motivo non riescono a salire o a scendere. Sono tra i più esperti e danno nozioni di arrampicata direttamente in parete. Sono i veterani della festa, dei veri capisaldi. Hanno lavorato per allestire tutto e sanno muoversi su ogni postazione con grande competenza. Decisi, veloci, istintivi, dei leaders naturalmente eletti. In qualsiasi gruppo servono: abbassano il livello di ansia.
  • E poi c’è il presidente, un altro Matteo ancora. Che non importa in quale postazione sia o se non ci sia addirittura: lui è il nostro presidente. Conosciuto e soprattutto riconosciuto da tutti.

Non ho citato tutti, lo so e non me ne vogliano gli assenti, mi premeva far capire quale tipo di meccanismo naturale ci tiene insieme e ci fa lavorare così bene che in 13 anni non si è verificato mai alcun incidente.
Ci ritroviamo ogni anno con grande entusiasmo, ogni anno accogliamo persone nuove che si integrano seguendo il flusso: quello delle proprie predisposizioni, siamo gialli, rossi, verdi e blu (secondo il modello Insights Discovery).

Sarebbe bello che nelle organizzazioni tutto filasse allo stesso modo ma quello è un mondo più complesso, lo so bene, con peculiarità, obiettivi e tempi totalmente differenti.
Eppure… sempre di persone si tratta, e le persone funzionano più o meno così.

 

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